Pompeo Colaianni il leggendario comandante Barbato

Un Partigiano al giorno
24 Giugno 2020

Pompeo Colaianni il leggendario comandante Barbato


“Fu un uomo felice, perchè riuscì a coronare il sogno di ognuno di noi: vivere come voleva. Il suo apporto alla lotta di liberazione è oggi tanto più importante, perchè opera di un siciliano che sulle montagne realizzò quell’unità politica degli italiani, ancora di là da compiersi. Fu un grande “dirigente contadino”: la sua partecipazione anche su questo fronte, il suo ergersi a rappresentante dei lavoratori della terra come dei minatori delle zolfatare di Enna, affonda le sue radici non tanto nella fermezza del suo credo politico, quanto in una valutazione complessiva”.
(Francesco Renda)

pompeo colajanni

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Quel tenente aveva già da un po’ un nome di battaglia, si faceva chiamare “Barbato”; al secolo era tenente Colajanni avv. Pompeo. Quel tenente, nella guerra partigiana, fu il comandante in capo di tutte le formazioni garibaldine, Giustizia e Libertà, Matteotti, Autonome, che operarono prima tra l’alta Val del Po e la Val di Susa, poi nel Monferrato e nelle Langhe. Quel comandante in capo non era di Torino né di Torre Pellice, né di Casal Monferrato, era di Castrogiovanni – di Enna, se preferite – cuor della Trinacria ratto di Proserpina, e tante belle cose che voi sapete meglio di me. E, fra quei primi ottanta suoi uomini, di piemontesi non ce n’era, di settentrionali – di lombardi – una mezza dozzina sì e no; gli altri erano “italiani”, quasi tutti “da Roma in giù”.
(Augusto Monti)

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