Articolo di Gaetano Millino, pubblicato su Radio Luce giorno 11 Aprile 2026.

La cerimonia si è svolta nei locali del Comune di Piazza Regina Margherita. La lapide collocata sulla parete sinistra, ingresso della casa comunale. A fare gli onori di casa, il sindaco Giuseppe Lo Monaco oltre agli assessori Claudia Ingala, Giuseppe Mattina, Calogero Malacasae al presidente del consiglio comunale Kevin Cumia. C’erano pure la baby sindaca Emma Messina, gli assessori della sua giunta municipale e il consiglio comunale dei piccoli. A Barrafranca sono arrivati Renzo Pintus – presidente del Comitato Provinciale ANPI di Enna –, il vicepresidente Piergiovanni Zaffora ed una rappresentanza di iscritti alla stessa ANPI, Gabriele Zaffora ed Angela dell’Aiera. Presente anche una delegazione ANPI di Piazza Armerina tra cui Sergio Rossitto. All’arrivo, consegnati al sindaco Lo Monaco, dal presidente provinciale ANPI Renzo Pntus, un pannello a grandezza naturale con la Costituzione della Repubblica Italiana nella sua interezza e una copia del discorso tenuto nel 1955 da Piero Calamandrei agli studenti dell’Università di Milano. Tra i presenti alla cerimonia Maria Costa e Rosario Alessandro – rispettivamente comandanti di Polizia Municipale di Barrafranca e della stazione carabinieri della stessa cittadina. Presenti pure Anna Schirò (capo settore Servizi Sociali del Comune di Barrafranca), le dirigenti scolastiche Maria Stella Gueli – I.S.I.S.S. “Giovanni Falcone” Barrafranca – e Nadia Rizzo – Istituto comprensivo “San Giovanni Bosco Europa” della stessa cittadina – ed una rappresentanza di alunni delle scuole barresi. Le celebrazioni, a Ricordo e Memoria dei partigiani della provincia di Enna a seguito della ricerca paziente e certosina effettuata da Renzo Pintus. Lui ha poi raccolto tutti i dati nel suo libro “La Memoria Ritrovata. Storie di Partigiani Ennesi 1943-45”. Prima dell’inizio della cerimonia, ci sono state rilasciate dichiarazioni da Giuseppe Lo Monaco, Renzo Pintus, Maria Stella Gueli e Nadia Rizzo.

Giuseppe Lo Monaco:“Abbiamo organizzato, in collaborazione con l’Anpi di Enna, questa manifestazione per ricordare i partigiani, in particolare quelli barresi, di cui, fino ad oggi, nessuno ha avuto notizia ed onorarne la memoria per fare capire che è stato grazie a loro – che hanno lottato per la democrazia e la libertà – che oggi noi ci possiamo riunire liberamente, possiamo parlare e manifestare il nostro pensiero. Tutto questo anche per tramandare alle future generazioni la storia della nostra nazione che molti non conoscono”. Giuseppe Lo Monaco conclude: “I partigiani si sono battuti anche a costo della propria vita per garantire a tutti noi la libertà e la democrazia”.Renzo Pintus:“E’ un giorno importante per la comunità di Barrafranca perché, con l’iniziativa odierna, si vuole portare alla conoscenza delle giovani generazioni ma anche agli abitanti della comunità di Barrafranca il sacrificio eroico dei propri figli che, negli anni terribili dal ’43 al ’45, hanno lottato per la libertà, la democrazia e la pace”. “La Costituzione, difesa dai cittadini italiani nell’ultimo referendum, – aggiunge Renzo Pintus – nasce da quelle radici e, quindi, anche nel Comune di Barrafranca e nei tanti centri della provincia di Enna, della Sicilia e del Sud Italia si celebra la Memoria di coloro che hanno combattuto per farci questo dono, pagando, talvolta, anche con la loro vita. Questa lapide che viene esposta al pubblico è come aprire un quaderno della Memoria, della Storia, di coloro che ci hanno dato tanto e che noi non possiamo assolutamente dimenticare”. “Io credo – dice ancora Renzo Pintus – che questa lapide possa essere anche un luogo di scoperta della Storia da parte degli alunni delle scuole e, quindi, le scuole dovrebbero farsi carico di accompagnare gli alunni e spiegare il significato di questa lapide. Questi nomi perché sono qui? Cosa hanno voluto fare? Perché hanno combattuto?”. Renzo Pintus continua: “Questa è la vera educazione civica ed il significato della giornata odierna: trasmettere una Memoria che era stata ormai smarrita perché, dopo 80 anni, partigiani viventi ce ne sono pochissimi”. “Mi anche va di ricordare il fatto – aggiunge Renzo Pintus – che, qualche anno fa, proprio a Barrafranca, è morto l’ultimo partigiano – si chiamava Pinnisi – che si trovava in una casa di riposo.

Avevamo messo in conto di andarlo a trovare ma, purtroppo, da lì a qualche giorno, se n’è andato”. Il presidente provinciale ANPI aggiunge: “Però, la Memoria di quello che ha fatto rimane e deve servire da principio e da valore per le giovani generazioni. I nomi scolpiti nella lapide, i partigiani barresi, sono 27. Tre di loro, quelli contrassegnati con una crocetta accanto ai rispettivi nomi, sono caduti in combattimento durante la lotta per la liberazione”. Renzo Pintus continua: “Tra i partigiani riportati sulla lapide c’è una Medaglia di Bronzo, Aleo Francesco che è sopravvissuto alla fucilazione e al colpo di grazia finale. Poi, Ettore Ippolito, che era comandante partigiano in Liguria. Suo fratello Onofrio, medico – anche lui diventato partigiano – il regime voleva metterlo su una nave della Marina Militare ed allontanarlo. Onofrio Ippolito, quando uscì da quell’interrogatorio, entrò in clandestinità e anche lui divenne partigiano”. E conclude: “Dopo 80 anni, ci sembra un atto dovuto quello di riportare i nomi dei partigiani alla nostra Coscienza e alla nostra Memoria che dobbiamo conservare”.Maria Stella Gueli:“Quella che si celebra è una giornata importante perché permette il Ricordo e la Memoria di persone di Barrafranca che si sono sacrificate ed hanno dato un importante contributo per la liberazione del nostro Paese e per i valori quali Democrazia, Solidarietà, Giustizia, e Rispetto della Dignità Umana”. Maria Stella Gueli conclude: “Siamo quindi contenti per questo importante evento”.

Nadia Rizzo:“La presenza dei ragazzi delle scuole cittadine, visto il rilievo della manifestazione e perché essi possano fare, in quanto cittadini di Barrafranca, le loro riflessioni sul passato e, soprattutto, sul senso e sul valore del sacrificio di uomini barresi che hanno scelto di essere partigiani e si sono sacrificati a costo anche della loro vita, per garantire la libertà che è il valore più grande per tutti quelli che credono nella democrazia”. Subito dopo sono iniziate le celebrazioni. Dopo gli interventi delle autorità e anche di altre persone, si è proceduto con la scopertura della lapide. Tra gli interventi quelli del sindaco Giuseppe Lo Monaco, di Renzo Pintus, del presidente del consiglio comunale Kevin Cumia. Interventi anche da parte della baby sindaca Emma Messina, del piazzese Sergio Rossitto e della cittadina barrese Amalia Zampaglione. In tutti i discorsi, emersa l’’estrema importanza del sacrificio dei partigiani, della conquistata libertà che è “Preziosa come l’aria. Si percepisce il suo valore e la sua importanza quando viene a mancare”. In alcuni interventi, emerso il rammarico per alcuni comuni dell’Ennese che non hanno aderito alla iniziativa di una lapide a Memoria e a Ricordo dei partigiani. Durante la celebrazione, due ragazzi delle scuole cittadine – una ragazza ed un ragazzo – hanno letto “La madre del partigiano” di Gianni Rodari” e “Tu non sai le colline” di Cesare Pavese. Molto bella e significativa la presentazione prima della lettura delle due poesie: “Oggi abbiamo voluto dedicare queste poesie ai nostri partigiani barresi per commemorarne il sacrificio. Oggi noi siamo liberi e libere perché c’è stato chi ha strappato la nostra libertà dalle mani di chi l’aveva rapita per poi lasciarla in dono a chi sarebbe venuto in futuro. La nostra è libertà guadagnata con il sangue dei nostri partigiani. Abbiamo scelto due poesie dedicate a loro”. Sulla lapide, la seguente scritta: “Comune di Barrafranca. In ricordo dei partigiani barresi che combatterono contro il nazifascismo per fondare una Italia libera e democratica”.

A seguirei nomi dei 27 partigiani barresi:Alaimo Enzo, Aleo Francesco, Baiunco Calogero, Bernunzo Francesco, Bernunzo Giuseppe, Faviano Salvatore, Ferro Giuseppe, Giordano Giovanni, Giunta Calogero, Ippolito Ettore, Ippolito Onofrio, Lanza Giuseppe, Lanza Luciano, Lo Monaco Giuseppe, Malfitano Luigi, Martorio Salvatore, Medicina Giuseppe, Messina Angelo, Milazzo Salvatore, Pinnisi Vittorio. Polino Salvatore, Russo Giuseppe, Sottile Salvatore, Spataro Costantino. I tre caduti in combattimento nella lotta di liberazione: Borro Giovanni, Paternò don Pietro, També Salvatore. In calce alla lapide: “Nella ricorrenza del LXXX anniversario della liberazione 1945 – 2025 ANPI Comitato Provinciale di Enna Amministrazione Comunale”. Al termine della celebrazione deposta, ai piedi della lapide, una corona di alloro accanto al labaro dell’ANPI – Comitato Provinciale di Enna – e al gonfalone del Comune di Barrafranca.
GAETANO MILINO
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